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Ignazio Marino e Suburra, tra delirio e suicidio politico.


Ci sono due date e due coincidenze assai significative riguardo l'attuale sindaco di Roma Ignazio Marino e che segnano il suo mandato: la prima è la salita al Campidoglio, giugno 2013, quasi in contemporanea all'uscita di "Suburra", il romanzo in cui Bonini e De Cataldo disegnano deducendolo il seguito delle vicende criminali romane estrapolato dagl'atti giudiziari reali e descritto in "Romanzo Criminale". La realtà criminosa e faccendieristica che poi ha trovato concrezione e che è da alcun tempo ed oggi in particolare sulle prime pagine dei Media non solo poteva ma è stata effettivamente prevista già nel 2013 (o meglio prim'ancora perché quella è la data di uscita). Cioè mentre un magistrato come De Cataldo riesce insieme ad un giornalista, Bonini, a scriverci in anticipo un libro, la politica non riesce al proprio dovere primo, quello di una valida ed efficace prevenzione. Fallimento più grande, che si manifesta in quello del Sindaco. "...Ma il seme della Banda della Magliana è germogliato tutto, nella Roma di oggi. Le pistole sono sempre cariche. Nei privé si siglano patti tra politica e mafia, con il placet di prelati che intascano, sorridendo. I quartieri sono nelle solide mani delle gang. Complici e conniventi si trovano ovunque: in Parlamento come nei commissariati..." scrive Dario Pappalardo di Repubblica, anticipando le attuali vicissitudini nel 2013. Eppure Marino cade dalle nuvole quando esce fuori il coinvolgimento di molti dei suoi assessori ed addirittura della propria segretaria personale. Ma non si dimette, prende tempo e va a fare le vacanze all'estero in località famose ed è giusto l'appunto dell'ex Sindaco Rutelli "io le vacanze andavo a farle ad Anzio così ero vicino e potevo all'occorrenza intervenire". C'è poi la smentita ufficiale di Papa Francesco davanti alle telecamere di tutto il mondo, secca e perentoria: "Io non ho ricevuto nessun invito." Risposta decisa al tentativo puerile di "tirarlo per la giacchetta", tentativo ridicolo. Infine le ultime dichiarazioni alla stampa "apro le mie agende colorate ogni nome un favore..." Ovvero: colluso tra i collusi. La verità cinica della vignetta di Altan su "Repubblica" del 9.10.: "Non si può crocifiggere un uomo solo perché diversamente onesto". Infine la seconda data che segna il mandato di Marino, quella delle dimissioni che erano dell' 8 ma non sono state verbalizzate e lo saranno (si spera) il 12, date in coincidenza con l'uscita della versione cinematografica di "Suburra". Tutti possiamo andare a vedere al cinema "e fatti de Roma" che "er Sinnaco" dice di non conoscere. "S'ò dice lui..."
francesco latteri scholten

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