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9 Dicembre: giornata della Laicità.


E' la giornata della Laicità, significativamente introdotta dal Presidente francese Francois Hollande dopo gl'attentati, nel 105° anniversario della legge francese che normativizza appunto il criterio della laicità dello Stato. Criterio necessario di una società pluralistica, come sempre più quelle odierne, è stato riconosciuto quale indispensabile dallo stesso Papa Benedetto XVI dopo 2 millenni di cristianesimo, a poco più di 16 secoli dall' Editto di Costantino con cui di fatto si segnava la sottomissione dello Stato alla religione cristiana. Significativamente erano i Papi ad incoronare e dare l' "unzione" agl'imperatori ed ai Re, tanto che uno dei meno cristiani dei Re ebbe a pronunciare la celeberrima frase "Parigi val bene una messa...". Politicamente il principio della laicità dello Stato fu affermato "coram populi" con la Rivoluzione Francese e ribatito con quella Russa. Il "riconoscimento" ecclesiale, dopo 20 secoli di indirizzo ben diverso, non è affatto casuale, esso infatti avviene dopo la secolarizzazione di massa in Europa e, soprattutto, dopo il "sorpasso" ad opera dell'Islam, in uno degli Stati europei più cattolici ed avanzati, la Francia. Proprio in Francia la lotta per la Laicità dello Stato è stata portata avanti dalle menti più brillanti ed illuminate della Cultura, da Voltaire a Sartre, a Foucault, alla De Beauvoir e tanti altri ed è andata avanti di pari passo con quella per la liberazione della donna, il riconoscimento dei diritti civili e sociali, la libertà della scienza e tant'altro. Da noi figure storiche sono state quelle di Garibaldi, Mazzini, della Montessori, di Gramsci, della Fallaci e tanti altri. La figura che si è particolarmente imposta - a partire dagl'anni settanta - è stata senz'altro quella di Eugenio Scalfari. Una laicità di impronta culturale spiccatamente illuminista e classicista che affonda le sue radici nelle profondità storico culturali del "Vecchio Continente", ma ne sviluppa anche la modernità come testimonia una delle sue ultime opere, il bellissimo scritto - un'autobiografia culturale - "Per l'alto mare aperto". Ed "Alto mare aperto" è l'orizzonte mentale scalfariano, un orizzonte che non disdegna per nulla anche il dialogo con le Religioni, quella cristiana in primis, seguito in ciò a ruota da un altro grande laico: Piergiorgio Odifreddi. In una società europea post moderna (la dizione è di una altro grande nome, Gianni Vattimo che la gemella con il "Pensiero Debole"), post sartriana, post foucaultiana e post sessantottina, quella di Eugenio Scalfari è la figura che probabilmente si staglia con maggior nitidezza e prospettiva: per questo è a lui che dedichiamo l'immagine dell'articolo.
francesco latteri scholten.

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