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Grecia: ricordi di storia ai sogni nella notte di Varoufakis.


"28 ottobre 1940 le truppe italiane d'Albania, al comando del generale Sebastiano Visconti Prasca, si misero in marcia per l'attacco alla Grecia. Mussolini e Ciano ebbero così finalmente la loro guerra da opporre con le sue pronosticate vittorie e conquiste, alle vittorie e conquiste tedesche dei mesi precedenti. Alla causale dell'aggressione Ciano aveva già pensato e provveduto nei mesi precedenti (...) Non era possibile sbandierare incompatibilità ideologiche perché Yanis Metaxas era un dittatore fascista e l'Italia avrebbe potuto operare utilmente per indurlo a schierarsi con l'Asse. Ma a Mussolini non interessava avere altri alleati a buon prezzo. Gli interessava di avere a ogni costo un avversario da sconfiggere. (...) Ciano registrò nel proprio diario: "Mussolini è indignato per l'occupazione germanica della Romania: "Hitler mi mette sempre di fronte al fatto compiuto. Questa volta lo ripago della stessa moneta, saprà dai giornali che ho occupato la Grecia...""("L'Italia del Novecento", Indro Montanelli, superBur 2001 p.182). La Grecia degl'anni della seconda guerra mondiale dunque era già una Grecia fascista per conto proprio, cosa che Varoufakis amabilmente finge di ignorare, e fu attaccata - "Marcia su Atene!" - per pure motivazioni psicologiche (o di delirio) personali di Benito Mussolini non solo all'insaputa di Hitler e dei gerarchi nazisti tedeschi, ma in un momento del tutto inopportuno sia per l'Italia che per la Germania, che per l'Asse in quanto tale, altra cosa che Varoufakis non dice. All'annuncio personale del tutto improvvido di un Duce in delirio euforico a poche ore dall'inizio dell'offensiva al Fuehrer in persona fece eco poche ore dopo il commento di Ribbentropp che riassumeva la posizione furente dei tedeschi: "Gli italiani non concluderanno niente in Grecia durante le piogge d'autunno e le nevi invernali. Il Fuehrer è deciso a fermare questo piano pazzesco a tutti i costi" (ivi, p. 188). Anche di questo Tsipras e Varoufakis non fanno menzione. Le parole di Ribbentropp dettate non da un impulso delirante ma da una analisi obbiettiva si mostrarono vere e la campagna italiana in Grecia fu un vero disastro. La Grecia sconfisse a più riprese le milizie del Duce e per darsi un sostegno si alleò con gl'Inglesi, cose che costrinsero poi, 6 aprile 1941, l'avvio dell'operazione Marita, ovvero l'intervento dei nazisti in Grecia per sostenere i fascisti italiani ormai al collasso. Il nazifascismo in quanto ideologia fece invero gravidi danni in Grecia, ma questi non possono certamente essere ascritti né all'Italia né alla Germania, in quanto esso era già stato "scelto" dai greci stessi ex motu proprio. Ci sarebbero poi anche i danni di guerra fatti dai greci ai turchi...
francesco latteri scholten.

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