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La prima edizione di “Ossi di seppia” è stata quasi mia.

 


Di Daniel Di Schuler

In una vicenda che quel “quasi” riduce ad aneddoto, ma che voglio raccontarvi. Cominciando dal 1925, quando Piero Gobetti stampò l’opera di Montale, ma riuscì a distribuirne solo poche copie prima dell’incursione fascista che distrusse la sede della “Rivoluzione liberale”. La ragione per cui quei libri sono estremamente rari. Così preziosi che non pensavo certo di trovarne uno in quel negozio, perso tra le viuzze del centro. Non un libreria antiquaria e neppure una libreria dell’usato: una via di mezzo dove più che altro si accumulava polvere. Scaffali tra cui sono tornato a curiosare dopo aver scoperto che il vecchio libraio, cui devo tanta parte della mia collezione di memoriali, se n’era andato in pensione e aveva ceduto l’attività. Collezionavo anche i vecchi “Medusa e, questo sì, speravo di trovarne qualcuno di quelli che mi mancavano. Niente da fare: la gestione è cambiata, ma i libri sono quelli di sempre. Sto per andarmene quando mi accorgo che sul bancone c’è un libricino dalla copertina bianca. Avete presente

 



certi “Coralli” degli anni 70? Ecco, qualcosa di simile, anche se chiaramente più vecchio. Mi avvicino e mi prende un colpo. In fondo alla copertina si legge: Piero Gobetti Editore, Torino, 1925. No, non è Montale. È "Lo spaccio del bestione trionfante", una stroncatura di Giovanni Gentile opera di Adriano Tilgher. L'emozione, comunque, per me è forte. Compro subito il libro, per cinquemila lire. Oso anche chiedere: "Ha altri libri di questo editore?" Il nuovo libraio, tanto gentile quanto ingenuo, s’incuriosisce. Hanno qualcosa di particolare quei libri? Quella mattina gliene hanno portati due e li ha già venduti. Il titolo dell’altro? Controlla un elenco e, con voce neutra, m'informa: "Montale, Eugenio. Ossi di seppia". Gli chiedo quanto se lo sia fatto pagare. Lui si stupisce: "Ma cinquemila come questo, no?"

Pochi mesi dopo, al posto della libreria c’era un negozio di scarpe.

Un esempio di quanta esperienza e competenza servano anche solo per commerciare vecchi volumi pieni di polvere. Mentre tanti sproloquiano di vaccini, mi è sembrato opportuno ricordarlo.


Daniel Di Schuler



E' nato il 12 settembre 1964, Scrittore, Pittore e Scultore, conosciuto per i numerosi viaggi vive in un villaggio di pescatori vicino Fisterra. Il suo romanzo “Un'Odissea minuta” edito da Baldini e Castoldi è stato finalista del Premio Italo Calvino. E' scrivener c/o Baldini + Castoldi, Bertoner editore e Albe Edizioni. Il suo ultimo lavoro è “L'ora che il tempo dice” pubblicato da Ex Cogita.





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